slides settima esercitazione
Novembre 26, 2007 by 4fourNovembre 20, 2007 by 4four
mtv
la comunicazione della rete dei giovani
Il Gruppo 4Four per questa settima ed ultima esercitazione ha cercato di sviscerare il fenomeno mtv, ponendo attenzione al modo in cui l’innovativa emittente ha comunicato il suo concept.
L’innovazione di Mtv sta nel voler fare una tv diversa, senza orari, facile e veloce da vedere.
Questo è stato comunicato efficacemente tramite il palinsesto (24h musica non stop), tramite gli eventi e le iniziative intraprese.
La nascita di MTV ha suggellato l’ubiquità culturale della televisione ed ha contribuito all’avvento di una società in cui la canonica separazione tra informazione e pubblicità si è via via dissolta, lasciando il campo ad un messaggio ibrido di enorme forza persuasiva, fatto di un’efficace combinazione tra rappresentazione della realtà e riferimenti impliciti ai consumi materiali. La Music Television ha creato un nuovo contesto di fruizione musicale che si è andato a sovrapporre a quello già affermatosi attraverso la radio. Insieme a questo nuovo contesto, è maturata anche la consapevolezza di avere a disposizione nuovi spazi di espressione nell’ambito di una ricerca di nuove forme visive e comunicative. MTV per arrivare a tutto ciò ha improntato la propria comunicazione organizzando eventi come gli MTV Europe Music Awards, i Video Awards, inoltre collaborando con varie aziende ha creato party itineranti, o veri e propri eventi come il Coca Cola live @ MTV in Italia. Ponendo strategicamente il proprio marchio a fianco ad iniziative come Live Aid o Live Earth, MTV negli ultimi tre anni ha sfruttato la propria comunicazione intuendo la crescente attenzione dell’opinione pubblica, specialmente i giovani, verso dei temi sociali come la fame del mondo o il surriscaldamento globale. Patrocinando iniziative del genere MTV ha cercato di cambiare parte della propria immagine; infatti il consumatore vedendola sempre più una tv commmerciale (anche nei contenuti) tramite questa strategia di comunicazione, nel giro di qualche anno potrebbe percepire differentemente questo canale.
C’è da aggiungere che MTV ed i suoi programmi hanno segnato, interpretato e, a volte, anche anticipato i gusti espressivi di migliaia di giovani di tutto il mondo. L’emittente è diventata una sorta di prodotto-linguaggio che, a poco a poco, ha influenzato i codici espressivi adottati da tutti gli altri settori della comunicazione di massa e della promozione commerciale, contribuendo alla diffusione di messaggi sempre più brevi e decontestualizzati da qualsiasi riferimento spazio-temporale.
MTV funziona in modo diverso dagli altri media: lo spettatore viene letteralmente investito da un flusso ininterrotto di immagini ed è invitato a seguire un racconto senza storia e quindi fruibile con la massima libertà.
slides sesta esercitazione
Novembre 12, 2007 by 4foursesta esercitazione
Novembre 12, 2007 by 4fourDUCATI
DESMOSTORIA
1926 - a Bologna, la famiglia Ducati ed altri investitori bolognesi fondano la Società Radio Brevetti Ducati 1946 - alla Fiera di Milano, compare il Cucciolo 1958 - l’anno del trionfo del sistema desmodromico 1993 - nasce il Monster, ad opera dell’argentino Miguel Galluzzi, compare una Ducati insolita.
1995 la Ducati entra in una profonda crisi finanziaria Il grande successo di questi anni si chiama Monster, la moto in assoluto più venduta in Italia tra il 1998 e il 1999.
La Ducati inizia a trasformarsi da un’azienda puramente metalmeccanica in un’azienda di intrattenimento. Ora offre un’esperienza motociclistica completa, incentrata sull’eccellenza tecnologica delle sue moto, ma che si estende anche alle corse, alla tradizione, agli accessori e all’abbigliamento.
Il 2000 vede la nascita della MH900e, progettata da Pierre Terblanche, la prima moto venduta esclusivamente su Internet; in seguito al successo dell’iniziativa, Ducati rafforza l’impegno sul Web creando Ducati.com
Nel 2001 l’azienda celebra i 100.000 Monster
Nel 2006 nasce il Desmoblog, il blog ufficiale della Casa: l’azienda bolognese è la prima in Italia in assoluto, e la prima al mondo nel settore motociclistico, a vantare un blog tenuto dal proprio presidente.
Nel 2007 Ducati ha conquista il primo titolo Piloti nel campionato MotoGP, grazie a Casey Stoner, il 23 settembre sul circuito di Motegi in Giappone. Subito dopo Ducati si aggiudica anche il titolo Costruttori, coronando un’annata indimenticabile
IL CASO MONSTER
Il Monster è la prima motocicletta “nuda”: lanciata con scalpore nel 1992, ha inaugurato una nuova idea di motocicletta e si è imposto come icona del design italiano Oggi, i quasi duecentomila Monster che circolano sulle strade di tutto il mondo, celebrano uno stile che ha creato una tendenza e ha raccolto consensi in maniera assolutamente trasversale, sia per quanto riguarda sesso che ceto sociale del “monsterista”. Ad accrescere il successo e la notorietà di questa moto ha contribuito anche la spontanea attenzione che il mondo della moda, dello spettacolo e dello sport continua a mostrare per questa originalissima moto Ducati. Dai divi di Hollywood ai piloti di formula uno a celebri stilisti, sono veramente tanti i testimonial spontanei di questo successo, così come ogni possessore di Monster comunica il proprio stile di vita anche attraverso la propria moto.
Per diventare un capolavoro di minimalismo visivo, è stato abbandonato tutto il superfluo: “Tutto quello di cui si ha bisogno sono sella, serbatoio, motore, due ruote e manubrio” spiega Miguel Galluzzi, il designer del Monster. Elementi considerati in precedenza puramente funzionali (basamento motore, telaio, ecc.) sono stati elevati allo stato di “forma funzionale” semplicemente per il fatto di essere messi in mostra.
BLACK DOGO un’opera d’arte a due ruote
dimensione estetica del design
Per creare questo nuovo monster si è riunito un team di specialisti di diversi campi
ENNIO CAPASA - stilista
SIMONE FALCETTA - designer specializzato
NCR Poggipollini - la più prestigiosa officina di preparazioni motociclistiche italiana
Ennio Capasa è uno degli stilisti italiani più apprezzati in Francia, dove crea per la Costume National
Da sempre è innamorato della Ducati, ed è un assiduo frequentatore delle sue officine
Con un progetto di design industriale, Ennio Capasa ha ridisegnato e fatto sua la Ducati Monster.
Il monster BLACK DOGO prende nome e stile dall’omonimo mastino argentino
SINUOSITÁ - POTENZA - LUCIDITÁ - TENACIA
dimensione comunicativa del design
Il monster BLACK DOGO è la nuova belva cittadina. Dopo Godzilla e King Kong sarà il Black Dogo a seminare il panico tra le strade cittadine La Ducati di Ennio Capasa è un prodotto all’avanguardia che solo l’èlite si può permettere: - Il copriserbatoio è in PELLE D’ELEFANTE, solo per veri cacciatori; -Gli specchietti retrovisori sono stati sostituiti da telecamere che trasmettono l’immagine sul monitor montato al posto della plancia degli strumenti per darle un’aria high tech.
Il monster BLACK DOGO è la versione più tecnologica e futuristica che esista È prodotta in serie limitata ed è diventata oggetto di culto per i veri ducatisti A differenza dei monster tradizionali, tipicamente stradali, il BLACK DOGO si adatta senza fatica a qualsiasi percorso, sempre pronto ad assecondare i desideri del pilota.
dimensione funzionale del design
Il monster BLACK DOGO è ergonomico Per la prima volta non dovrà essere il pilota ad addattarsi alla moto, ma la moto sarà come un vestito su misura per chi la guiderà -Distanza ridotta dal manubrio -Posizione ribassata e più avanzata delle pedane -Seduta più bassa di tutte le Ducati -Riduzione di peso di 7 kg.
Il Black Dogo è caratterizzato da un frontalino anteriore corto e aggressivo, mentre dietro la scena è dominata del parafango curvo e corto. Marmitte e sella sono corte e compatte. Il copriserbatoio in pelle di elefante ha stringhe elastiche portaoggetti di nuova concezione.
MONSTER BLACK DOGO = pura passione Ducati mixata alla moda e al design di una griffe emergente, tutto rigorosamente made in Italy
slides quinta esercitazione
Novembre 11, 2007 by 4fourquinta esercitazione
Novembre 11, 2007 by 4fourvhs vs. betamax
le diverse strategie di prezzo
Nel 1975 Sony immette nel mercato il primo sistema di videoregistrazione magnetica destinata al mercato domestico. Il Betamax presenta alte prestazioni, soprattutto a livello di qualità grafica. Sony riserva a se stessa l’intera produzione di console (videoregistratori) e cassette; inoltre gestisce licenze e contenuti del prodotto.
Nel 1976, la Jvc crea il Vhs, apparentemente identico al Betamax ma in realtà molto differente. Il Vhs si dimostra inferiore al formato Betamax sotto ogni aspetto, fatta eccezione per la durata della registrazione, che era superiore. Con una politica commerciale più aperta, Jvc mantiene il proprio brevetto, e intrattiene importanti collaborazioni con aziende di elettronica (Grundig, Hitachi, Matsushita, Mitsubishi, Philips, RCA), e con alcune case di produzione cinematografiche.
Tramite queste collaborazioni Jvc riesce ad attivare una produzione di videoregistratori Vhs ben distribuita in varie aziende, le quali facendosi concorrenza hanno notevolmente abbassato il prezzo del prodotto per il consumatore finale.
La strategia di prezzo di Jvc, per quanto riguarda la vendita di cassette, ebbe un grande successo , dato che a differenza di Sony (Betamax), il Vhs entrò nel mercato con prezzi molto bassi sfruttando la vendita in stock delle cassette.
Vhs entrando nel mercato un anno dopo rispetto a Betamax, ha sfruttato la penetrazione sul mercato di una nuova tecnologia come quella inventata da Sony, e ha avuto agevolazione nel fare una strategia di prezzo competitiva con abbassamento del prezzo. Il prodotto era nuovo solo per l’impresa, non per il mercato che già da 1 anno (con il lettore Sony sl-6300 e con la console Sony lv-1801, totale 30000 pezzi venduti) aveva assorbito la novità del prodotto. Il monopolio Sony fu presto spezzato. I prezzi bassi del Vhs non causarono una rideterminazione del prezzo dei prodotti Betamax. Sony, come first comer, probabilmente voleva dimostrare la superiorità tecnica del proprio formato. Ma la scrematura non riuscì a dare sufficiente distintività al prodotto.
Inizio anni ‘80 (Usa)
Costo cassetta vergine Betamax 10$
Costo cassetta vergine Vhs 5$
1975 (Usa) videoregistratore Sony Sl 7200 1400$ betamax
1976 videoregistratore RcaSelectaVision VBT200 1000$ vhs
La concorrenza tra produttori permise la diminuzione dei prezzi dei videoregistratori del 10% circa all’ anno. Per il controllo di Sony sui contenuti, molte majors cinematografiche decisero di distribuire in cassetta i propri film in formato Vhs anziché in Betamax. L’industria del porno scegliendo il Vhs diede una notevole spinta alla sua diffusione.
(quote di mercato)
Perciò grazie ad una grande strategia di prezzo in primis, e a tutta una serie di altri motivi tecnici, il Vhs soppiantò il Betamax, che con la sua strategia non riuscì a fermare l’inarrestabile successo del formato concorrente.
(numero di unità vendute)
slides quarta esercitazione
Novembre 11, 2007 by 4fourquarta esercitazione
Novembre 10, 2007 by 4fourL’open innovation in
Pininfarina
Nato nel 1930, il marchio Pininfarina è oggi uno dei maggiori fornitori in campo automobilistico di servizi di design, engineering di prodotto e di processo e di produzione di veicoli di nicchia.
Inoltre l’esperienza e la continua innovazione hanno reso Pininfarina uno dei più richiesti collaboratori anche in campi quali “product and interior design”.
storia:
L’azienda Pininfarina fu fondata nel 1930 a Torino da Battista Farina detto Pinin. In quegli anni nasceva l’automobile e i carrozzieri, anche in funzione della tecnologia con cui si costruivano le auto, avevano un ruolo molto creativo. Sorto quasi come atelier dedito alla costruzione di carrozzerie, la Pinifarina resistette con difficoltà alla seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra l’azienda ebbe un grosso sviluppo: una vera svolta industriale favorita dal cambiamento della tecnologia di assemblaggio delle auto. Dalla produzione artigianale di carrozzerie in piccola serie per Alfa Romeo,Fiat e Lancia, cominciò a sfornare prodotti di volume e quantità significativa. Negli anni ‘60 e ‘70 ebbe il sopravvento la vocazione per le fuoriserie e si sviluppò e strutturò in maniera industriale anche il processo creativo, quasi un ritorno all’artigianalità della prima fase. Il passo successivo fu la strutturazione del processo di design con il rafforzamento del polo creativo dell’azienda, parallelo a quello della produzione, dove si continuavano ad assemblare piccole serie di vetture. Cominciarono a concretizzarsi progetti di ingegneria avanzata, aerodinamica, applicabili non soltanto alle auto.
Negli anni ‘80 infatti, la Pinifarina, pur non abbandonando il settore del design automobilistico, diversifica la propria attività inaugurando il settore “extra”; vengono realizzati telefoni, macchine da caffè, arredamenti e nuovi mezzi di trasporto. La società impiega tantissime risorse, in termini di energia e fondi, nel reparto di ricerca e sviluppo: si dota di una galleria del vento (prima in Italia), e acquisisce aziende che creano design, come la francese Matra . I rapporti stretti che legano Pinifarina alle più grandi case automobilistiche mondiali continuano ancora oggi; l’azienda torinese crea disegni, progetti, prototipi e concept car che hanno contribuito a creare uno stile di made in italy, affermatosi in tutto il mondo.
mission e valori del gruppo:
La nostra missione è offrire agli OEM soluzioni creative basate sul nostro know-how e sulla nostra flessibilità, attraverso ogni fase di: Design Ingegneria di prodotto e di processo Produzione di veicoli di nicchia in qualità di partner a ciclo completo “chiavi in mano” o di fornitore di servizi specifici.
valori:
“Esperienza, Creatività e Innovazione, valori che da sempre hanno caratterizzato l’offerta della Pininfarina, come testimoniato dalle parole degli uomini che hanno fatto la storia dell’azienda.”
L’azienda nell’open innovation:
Pininfarina può vantare intense collaborazioni con alcuni tra i maggiori brand mondiali. L’azienda non si dedica direttamente all’open innovation, ma insieme ad altre aziende partecipa all’open innovation dei brand con cui collabora (ferrari, maserati, motorola, aziende aeronautiche ecc.). Il nostro studio dunque verte sul “come opera un’azienda che fornisce open innovation a molte aziende esterne” e non sul ” come tale azienda fa open innovation”; in particolare vedremo la struttura operativa (il “come”) di un’azienda inserita nell’open innovation di molte aziende.
Un esempio:
Ferrari P4/5
Design, progetto e costruzione: Pininfarina
Radiators coating: PremAir
Led: Osram
Wheels: CEIIA
Carbonifer components: Belco Avia
Windshield: Isoclima
Polycarbonates: Starplast
contributi firmati Pininfarina e partners:
- Spazzolini x Mentadent - Bottiglie di vino - Macchine da caffè per Lavazza - Telefoni per Motorola e Telecom (sirio2000) - Bottiglie d’acqua - Occhiali per Ray-ban - Borse e valigie - Docce e vasche da bagno per Jacuzzi - Arredamenti per uffici, cucine, hotel, bagni, salotti. - Porte e maniglie - Poltrone - Palle da bowling - Scarponi per sci/snowboard - Scarpe per Fila - Attrezzatura da golf per Mizuno - Monitor per Samsung - Videoproiettori per 3M - Aerei di lusso - Motoscafi di lusso
l’azienda:
Il gruppo Pininfarina oggi si avvale di una stretta collaborazione tra le diverse aziende, di proprietà, distribuite sul territorio mondiale. Ogni divisione contribuisce a creare il grande business di Pininfarina. Le diverse divisioni hanno compiti ben diversi (tecnico, operativo, amministrativo, sviluppo di prototipi, R&S di nuove tecnologie, piste di prova e centri di produzione per marchi come Volvo, Ford, Alfa ecc.)
modus operandi:
Ogni progetto per Pininfarina è singolare e coinvolge l’azienda a diversi livelli:
- Concept e design;
- Progettazione ingegneristica del prodotto;
- Manifattura di veicoli di nicchia.
innovazione di prodotto:
-Definizione dello stile e delibera di prodotto;
- Progettazione tramite “co-engineering team work” e tecnologie sempre allo stato dell’arte;
- Impiego di prototipi per dimostrare nuovi stili, tecniche e tecnologie per verificare prodotto e processo prima della produzione;
-Controllo qualità e certificazioni di sicurezza.
- Validazione virtuale (software) e fisica (sperimentazione di vibrazioni, dinamica veicolo, corrosione,compatibilità elettromagnetica ecc.)
innovazione di processo:
Uso di attrezzature e metodi (CRAA) per garantire massima qualità del processo produttivo:
Outdoor - Anello alta velocità - Terreni speciali - Percorso cittadino - Pista handling - Bassa aderenza e stabilità - Rilievo acustico ISO - Multi tracciato fuoristrada
Indoor - 4-Poster in cella climatica semianecoica - Banchi prove strutturali - Stazione analisi modale - Banchi multiassiali - Galleria del vento - Celle climatiche - Banchi elettrici ed elettronici
conclusione sul made in italy:
Ad oggi il marchio Pininfarina è sinonimo di qualità e affidabilità, nonché di stile ed eleganza. Il gruppo può contare su una solida base di collaborazioni nazionali e non; grandi brand nel fare open innovation si affidano al sapere della casa torinese. L’attenzione posta da Pininfarina all’aspetto innovativo del processo di produzione è uno dei fattori chiave che hanno permesso il suo successo a livello globale, e tutt’oggi consentono di avere grande flessibilità sia per quanto riguarda le caratteristiche del prodotto sia per il suo processo produttivo.
slides terza esercitazione
Ottobre 24, 2007 by 4fourterza esercitazione
Ottobre 23, 2007 by 4fourautorasporti
un caso di consumatore moderno inserito nel contesto post-moderno
PROGETTO D’INCHIESTA
1 - ricostruire insieme al responsabile del settore acquisti di una ditta di autotrasporti il processo che solitamente termina con l’acquisto di un nuovo mezzo. Obiettivo: verificare se durante il processo di acquisto si registrano i comportamenti tipici del CONSUMATORE MODERNO
2 - intervista ad un “padroncino” ricostruendo le variabili di cui tiene conto nell’acquisto di un nuovo mezzo Obiettivo: verificare se anche questo attore è un CONSUMATORE MODERNO
3 - intervista al responsabile delle vendite di una concessionaria di veicoli commerciali Obiettivo: verificare se anche il venditore percepisce il suo consumatore come CONSUMATORE MODERNO Verificare se vi sono differenze tra il processo d’acquisto della ditta e quello del padroncino
IL PUNTO DI VISTA DELL’AZIENDA
Intervista a FRANCO SMANIA presidente del Consorzio Autotrasportatori Giorgione e responsabile reparto acquisti della Smania Trasporti snc
“IL MEZZO DEVE PRODURRE. NON DEVE AVERE OPTIONAL SUPERFLUI, CHE VANNO AD INCIDERE SUL PREZZO. IL CAMION NON E’ ALTRO CHE UN MUCCHIO DI FERRO CON RUOTE, CAMBIO E VOLANTE. PIÙ ROBA MONTIAMO SUL MEZZO, MAGGIORE È LA PROBABILITÁ CHE QUALCOSA SI ROMPA. IL CAMION NON PUÒ PERMETTERSI DI STARE FERMO PER RIPARAZIONI O ALTRO, DEVE CORRERE, SEMPRE!”
Per l’autotrasportatore il mezzo da acquistare deve dare garanzie di robustezza, è visto alla stregua di un macchinario in una fabbrica. Il requisito più importante è l’affidabilità: il veicolo deve garantire un certo numero di chilometri con il minor numero di problemi possibile. Al raggiungimento della soglia di chilometri prefissati il mezzo è arrivato al termine della sua vita e viene sostituito. In questa analisi optional, design e comodità trovano poco spazio.
“GLI ACQUISTI CHE NOI FACCIAMO SONO “ACQUISTI DI SOSTITUZIONE”: PRENDIAMO IL NUOVO NEL MOMENTO IN CUI IL VECCHIO RISULTA SUPERATO O NON LAVORA PIÙ COME DOVREBBE”
L’azienda acquista mezzi nuovi solo nel caso in cui i veicoli che fanno parte della flotta abbiano raggiunto la soglia di chilometri prevista o risultino obsoleti dal punto di vista degli standard dettati dalla legge per quanto riguarda l’inquinamento. Nel campo dei mezzi pesanti le promozioni delle case produttrici sono praticamente inesistenti.
“NEL MOMENTO IN CUI RICEVIAMO UN’OFFERTA DA UN PRODUTTORE LE COSE CHE PRENDIAMO IN CONSIDERAZIONE SONO: IL RAPPORTO QUALITÁ-PREZZO, LA VICINANZA DELL’OFFICINA AUTORIZZATA, L’ASSISTENZA POST VENDITA”
La ditta, nel momento in cui si muove nel mercato delle offerte, ha già ben chiaro ciò che le interessa. Affinchè venga accettata, l’offerta deve soddisfare i bisogni che l’azienda ha.
“POICHÉ NON POSSIAMO PERMETTERCI DI TENERE FERMO UN MEZZO PER TROPPO TEMPO, CERCHIAMO UNA CASA PRODUTTRICE CHE CI ASSICURI LA MIGLIOR ASSISTENZA NEL POST VENDITA POSSIBILE”
L’acquisto di un mezzo pesante è un acquisto proiettato al futuro. Durante la contrattazione col venditore, la ditta di trasporti cerca di abbassare il più possibile i rischi che si potrebbero avere dopo l’acquisto. Per questo il fattore determinante che differenzia le varie case produttrici è l’assistenza fornita dopo la vendita. Un’efficace rete di officine autorizzate che riesca a risolvere velocemente i problemi del trasportatore è un vantaggio che il consumatore moderno non si lascia di certo scappare.
“TRA UN ACQUISTO E L’ALTRO I RAPPORTI CON IL VENDITORE SONO SPORADICI. LO SENTIRÒ DI NUOVO QUANDO AVRÒ BISOGNO DI UNA NUOVA OFFERTA”
Nel momento in cui l’acquisto è concluso e la ditta ritiene soddisfatto il proprio bisogno, “finiscono” i rapporti tra azienda e venditore. I due attori restano in contatto per manutenzione o interventi straordinari, ma difficilmente si parlerà di nuovi acquisti fino a quando non sarà il consumatore a chiedere una nuova offerta, mosso da un nuovo bisogno.
IL PUNTO DI VISTA DEL PADRONCINO
Intervista a GIUSEPPE PARISOTTO padroncino
L’ultima volta che ha acquistato un nuovo mezzo pesante lo ha fatto sfruttando un’offerta vantaggiosa di valutazione dell’usato. Prima di arrivare alla decisione finale ha consultato le riviste specializzate e ha chiesto consigli ad alcuni amici che fanno il suo stesso lavoro.
Per effettuare l’acquisto si è recato dal concessionario più vicino a casa In mente aveva già ben chiaro ciò che voleva, in concessionaria ha preso solo decisioni marginali come per esempio il colore del mezzo (per il quale si è fatto aiutare dalla moglie)
“CHI LASCIA LA STRADA VECCHIA PER QUELLA NUOVA SA QUELLO CHE LASCIA MA NON SA QUELLO CHE TROVA”
Si sente fedele al marchio che usa da parecchi anni (Renault) Solo una volta ha avuto dei dubbi in quanto un’altra casa offriva interessanti vantaggi, ma alla fine ha deciso di restare su ciò che conosceva bene
“PER ME IL MIO CAMION È COME UNA SECONDA CASA, DEVO AVERE TUTTO COMODO E A DISPOSIZIONE”
Dal concessionario si è fatto montare il frigorifero, le televisione e le tendine per la cabina I cerchi in lega e i fanaloni per l’esterno Conosce colleghi disposti a spendere migliaia di euro per areografare il mezzo.
IL PUNTO DI VISTA DEL VENDITORE
Intervista a CECCHELE MARIO Fiat Industrial Cars Castelfranco Veneto
D- Secondo Lei qual è il motivo principale che spinge un vostro cliente ad acquistare un nuovo veicolo commerciale?
R - QUELLO CHE SPINGE UN NOSTRO CLIENTE AD ACQUISTARE È IL BISOGNO, LA NECESSITÁ DI AVERE UN NUOVO MEZZO, DETERMINATA DAL DETERIORAMENTO DI QUELLO CHE GIÁ POSSIEDE
D - il consumatore di veicoli commerciale cerca l’optional?
R - SE PARLIAMO DI VEICOLI COMMERCIALI L’OPTIONAL VIENE PRESO VERAMENTE POCO IN CONSIDERAZIONE. PERÒ DOBBIAMO FARE UNA PRECISAZIONE: SONO OPTIONAL ANCHE GLI ALLESTIMENTI INTERNI, COME LE CASSETTIERE PER GLI ATTREZZI. L’OPTIONAL IN QUESTO SETTORE È SCELTO SOLTANTO PER LA SUA FUNZIONALITÁ SUL LAVORO. IN ALCUNI CASI CI SONO CLIENTI CHE RICHIEDONO AIRBAG, ARIA CONDIZIONATA E NIENT’ALTRO.
D - Per i Vostri clienti quanto è importante il servizio post vendita?
R- PER QUANTO RIGUARDA IL POST VENDITA IL CLIENTE HA MOLTE PRETESE. IL CONSUMATORE È CONVINTO CHE IL MEZZO DEBBA ANDARE SEMPRE, NON ROMPERSI MAI E PER QUESTO SI ARRABBIA MOLTO QUANDO, PER QUALCHE INCONVENIENTE, LE COSE NON VANNO COME SI ASPETTA. NEL CAMPO DEL POST VENDITA LA CONCORRENZA È SFRENATA: LE CASE PRODUTTRICI CERCANO DI DARE AL CLIENTE IL MAGGIOR NUMERO DI SERVIZI POSSIBILE.
CONCLUSIONI
PER CONCLUDERE POSSIAMO DIRE CHE L’AZIENDA DI AUTOTRASPORTI, QUANDO SI MUOVE NEL MERCATO, ALLA RICERCA DI UN NUOVO MEZZO DA AGGIUNGERE ALLA SUA FLOTTA, SI COMPORTA COME UN TIPICO CONSUMATORE MODERNO. QUESTO TIPO DI AZIENDA, INFATTI, È UN SOGGETTO CHE LAVORA E PRODUCE, QUANDO SI TROVA A DOVER EFFETTUARE UN ACQUISTO LO FA MOSSA ESCLUSIVAMENTE DAL BISOGNO LA DITTA DI AUTOTRASPORTI CERCA DI MINIMIZZARE I RISCHI INSITI NEGLI ACQUISTI, ACCORDANDOSI CON IL VENDITORE PER UN’EFFICACE ASSISTENZA POST VENDITA
IL PADRONCINO, INVECE, VIVE L’ACQUISTO DI UN NUOVO MEZZO SUL PIANO PERSONALE. IL CAMION È SUO, LO DOVRÁ UTILIZZARE LUI SOLTANTO, QUINDI CERCA DI INSERIRE TUTTO CIÒ CHE PUÒ SEMPLIFICARGLI LA VITA. IL PADRONCINO RISULTA ESSERE MOLTO SIMILE AL CONSUMATORE DI AUTOMOBILI DI FASCIA MEDIO-ALTA: DÁ MOLTA IMORTANZA AGLI OPTIONAL E ALLA MARCA DEL MEZZO DA QUESTO PUNTO DI VISTA IL PADRONCINO È MOLTO PIÙ SIMILE AD UN CONSUMATORE POSTMODERNO CHE AD UN CONSUMATORE MODERNO
Solo un motivo sembrerebbe confutare la nostra tesi:
“LA PRIMA IDEA NEL PROCESSO D’ACQUISTO DI UN NUOVO MEZZO È QUELLA DI OTTENERE IL PREZZO PIÙ BASSO POSSIBILE TENENDO BEN PRESENTE LA QUALITÁ DEL PRODOTTO” - azienda
“DA QUANDO FACCIO QUESTO LAVORO VADO SEMPRE DALLO STESSO CONCESSIONARIO. ORMAI MI CONOSCE E ABBIAMO INSTAURATO UN RAPPORTO DI RECIPROCA FIDUCIA” -padroncino
“NOI SPERIAMO CHE I CLIENTI CONTINUINO A RESTARCI AFFEZIONATI, MA C’È MOLTA CONCORRENZA DA DIECI ANNI A QUESTA PARTE, DI SICURO ABBIAMO PERSO DEI CLIENTI” -venditore
A DIFFERENZA DEL TIPICO CONSUMATORE MODERNO LA DITTA DI TRASPORTI SEMBRA NON ESSERE FEDELE SEMPRE ALLA STESSA MARCA, MA PERCORRE INVECE IL MERCATO ALLA RICERCA DELLE OCCASIONI MIGLIORI. DI QUESTA TENDENZA SI RENDE BENISSIMO CONTO ANCHE IL VENDITORE, CHE IMPUTA IL FENOMENO ALL’AGGUERRITA CONCORRENZA CHE C’È NEL CAMPO DEI VEICOLI COMMERCIALI. IL PADRONCINO INVECE TENDE A FIDELIZZARSI ALLA MARCA, MA PIÙ CHE ALTRO AL CONCESSIONARIO E AL SUO MODO DI OPERARE





